Grande Guerra: presentazione diario Monsignor Jop

Cento anni fa, il 3 novembre 1918 nelle ore della conclusione positiva della battaglia di Vittorio Veneto e della vittoria della Grande guerra da parte dell’Italia con il Friuli liberato dall’occupazione austro-ungarica-tedesca, la parrocchia di San Giovanni di Casarsa fu rifugio per il vescovo di Concordia Pordenone Francesco Isola, assalito dalla folla nella sua sede di Portogruaro e costretto a fuggire. Si tratta di una delle memorie più interessanti del libro “Sotto i colpi del flagello dell’invasione nemica”, diario di un anno di occupazione militare, da Caporetto alla vittoria, scritto dal parrocco di San Giovanni dell’epoca Monsignor Giacomo Jop. Un volume che si pensava perduto e che è stato ritrovato dalla Pro Casarsa della Delizia, la quale lo presenterà alla cittadinanza (che potrà nell’occasione averne copia anastatica) sabato 10 novembre alle 17 a San Giovanni nella sala della Par San Zuan nei locali dell’ex latteria. La presentazione vedrà la relazione storico-sociale del professor Sergio Clarotto e sarà trasmessa in diretta streaming sul sito di Forum Democratico (forumdemocraticocasarsa.it).

“Le memorie di Monsignor Jop – ha dichiarato il presidente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin –  si credevano perdute ma poi sono state recuperate proprio dalla Pro Casarsa, con una ricerca che mi ha personalmente portato a consultare gli archivi di diverse biblioteche. Per questo vogliamo condividere tale ritrovamento con tutta la comunità nella presentazione di sabato”.

Si potranno così conoscere i ricordi di monsignor Jop, sia all’arrivo degli occupanti austro-tedeschi (il 6-7-8 novembre 1917 si lasciarono andare a terribili saccheggi) che al ritorno degli italiani (tanto che abbracciò il primo bersagliere ciclista che entrò a San Giovanni alle 7 del 3 novembre 1918, poco prima che lo stesso parroco inalzasse il tricolore). Ma lo stesso 3 novembre 1918 ecco il citato episodio, riportato così da Jop. “Alle 23.30 la giornata radiosa doveva essere funestata da un atto tristissimo: mi vedo comparire in casa, col suo segretario, sua Eccellenza Monsignor Vescovo, mezzo spoglio, sanguinante, con il capo scoperto, senza Croce e senza Anello pastorale, accompagnatovi dal Tenenete Cappellano dottor don Celso Costantini (di Castions di Zoppola, poi delegato apostolico in Cina e la cui causa di beatificazione è in corso, ndr) che egli aveva poche ore prima nominato suo Vicario generale”.

Cos’era successo? Come racconta Jop nelle righe successive, un gruppo di facinorosi poche ore prima aveva invaso la sede episcopale a Portogruaro aggredendo il Vescovo e accusandolo di connivenza con il nemico (all’epoca si usava il termine “austriacante”), costringendolo alla fuga.

San Giovanni sarà la sua salvezza, mentre tutto il clero diocesano si strinse attorno a lui e nei mesi successivi si produssero memoriali per testimoniare come invece si fosse prodigato per alleviare le sofferenze dei civili durante l’occupazione, rimanendo al suo posto anche dopo Caporetto per non abbandonare la popolazione (fatto che invece, dal punto di vista dei suoi accusatori, rappresentava la volontà di accordarsi con gli occupanti, tanto che ne chiesero il processo per il quale ottenne amnistia). Trasferitosi a Roma Isola non tornerà più a Portogruaro, lasciando la guida della Diocesi e ritirandosi nella sua Montenars fino alla morte nel 1926. Fu uno degli episodi più controversi del dopoguerra sul territorio diocesano.

La presentazione del libro conclude la serie di appuntamenti organizzati all’interno del progetto Commemorazioni Prima guerra mondiale 2014-2018 dalla Pro Casarsa della Delizia e Città di Casarsa della Delizia insieme a Progetto giovani, Forum Democratico, Par San Zuan e Comitato regionale Pro Loco Fvg Unpli e al Servizio Civile. Per lo spettacolo teatrale tratto dalle stesse memorie di Jop, oltre alla citata Fondazione Friuli che sostiene la rassegna Teatro Luogo del Pensiero, collaborano anche Estragone teatro e Fita Uilt